L'amico di Oskar: Francesco D'Alessio
Tempo fa TeleAvventure vi ha presentato:
Gli amici di Oskar, il primo progetto italiano di serie tv incentrata su protagonisti gay che, in mancanza di produttori coraggiosi, si è finora arenato all’episodio pilota.
Oggi, dopo l'articolo del 5 aprile scorso, conosciamo meglio Francesco D’Alessio, l'ideatore della serie, che si è gentilmente offerto di rispondere ad alcune domande grazie alle quali si scoprono anche curiosi retroscena sul telefilm.
Regista, produttore, attore protagonista, scrittore sceneggiatore de “Gli Amici di Oskar”. Quale di questi compiti ti ha più sfiancato e, col senno di poi, cederesti volentieri a un altro?
Tutti i ruoli sono estremamente difficili da gestire ma allo stesso tempo ti danno grandi soddisfazioni. Quindi mi ritengo fortunato ad aver ricoperto tutte queste mansioni. In fondo, in questo modo, posso dire che il lavoro è mio al mille per mille. Forse oggi, se dovessi cedere un ruolo, forse... e sottolineo forse non farei il protagonista. Il personaggio era già stato pensato per un altro attore che alla fine non l'ha più potuto interpretare per motivi personali e per questo si è deciso che fossi io a doverlo interpretare. Rivedendomi ripenso alla fatica di quei giorni, cercare di dirigere se stessi e la troupe... uscire e rientrare nel personaggio ad ogni ciak per poter guardare obiettivamente la propria interpretazione non è assolutamente semplice. Però ho ricevuto molte soddisfazioni interpretandolo, mi sono messo in gioco completamente, ho dovuto lavorare molto per quel personaggio. Ecco perchè non vorrei rinunciare a Marcello.
Quanto "Marcello Montaldo" c'è in Francesco D'Alessio? Quanto ti rispecchia il personaggio che interpreti ne “Gli Amici di Oskar”?
Marcello, come Alex, Daniele o addirittura l'uomo dei sogni, sono tutte mie creature, e in ognuno dei personaggi che scrivo c'è qualcosa di me. In Marcello si può percepire la mia voglia di sognare, la determinazione nel credere in qualcosa di irragiungibile forse. Ma per questo è stimolante. Tutti sognamo, Marcello più di tutti. Di Alex mi piace la sua lotta interiore, la rabbia repressa che si ha a 18 anni, quella che avevo io, quella che hanno tutti i ragazzi della sua età. Anche se si comporta "male" con tutti, alla fine anche lui ha bisogno di un aiuto concreto e con grande umiltà dovrà chiederlo. Daniele invece, mi assomiglia perchè anche io, come lui, come tutti sono stati scottati da una storia d'amore finita male. E' bello vedere come cerca di risorgere dalla sua debolezza, vedere come si comporta con gli altri mentre è ancora "deluso" da quel che gli è successo. E' sicuramente un personaggio pieno di risvolti che durante la serie avrà uno spazio determinante nella storia.
Quando è nata l'idea di "Oskar"?
"Oskar" è un bisogno che tutti gli sceneggiatori e i registi hanno. Ossia il bisogno di raccontare qualcosa, di dire attraverso il cinema o la tv la propria opinione su qualcosa, condivisibile o meno.
L'idea e il soggetto sono nati temporalmente nel 2001, alla fine di "Sole Spento" (un film che parla di un ragazzo che si suicida, girato da me e Lucio Viglierchio nel 2001, ndr.) e poi sviluppati nell'arco dei primi mesi del 2002. Nasce dall'esigenza di esprimere qualcosa, come dicevo, di raccontare qualcosa che non si fosse ancora visto qui in Italia.
Un motivo per cui la gente dovrebbe guardare "Gli Amici di Oskar"?
Un motivo? beh... "Oskar" è un prodotto fresco, fatto da attori giovani, regista giovane, sceneggiato da giovani e pensato per i giovani. Fatto per chi ama i prodotti ben confezionati, diversi dal solito, non stereotipati, per chi crede che in Italia si producono ancora belle fiction, per chi non lo crede ma ne è curioso, per chi crede che i gay sono solamente lustrini e abiti firmati e non sa che sono persone come tutti e conducono una vita normale.
Che ne pensi delle serie che sono state prodotte all'estero, relative ai gay, come "Queer As Folk" e "The L Word"? Sono state dei punti di riferimento?
Credo che siano un buon punto di partenza, "Queer as folk" è un prodotto superbo sotto tanti punti di vista: sceneggiatura, cast, fotografia, regia. "The L world" l'ho visto poco purtroppo, ma prometto che recupererò!
TeleAvventure è specializzato nei telefilm. Qual è la tua serie preferita e quali stai seguendo ora?
Beh, amando il genere cerco di seguirle il più possibile. La serie che sto seguendo con assiduità e di cui registro anche le puntate è "Desperate Housewives": mi piacciono gli intrecci e ha un cast fantastico. Inutile dire che la prima serie è stupenda. La seconda purtroppo ha perso un pò di magia. Rimpiango di non aver seguito "Lost", da tutti indicato come un telefilm bellissimo. Lo vedrò in dvd. Ma la mia serie cult è "Twin Peaks". Anzi, approfitto per dire che secondo me le "nuove generazioni" che amano i telefilm e che non hanno mai visto quel serial, dovrebbero guardarlo. E' grazie a "Twin Peaks" che è cambiato il modo di fare i serial tv. Per me resta e resterà sempre il migliore nel suo genere.